Guardare un film in 3D come Avatar può provocare il mal di testa? Non posso dare una risposta basata sull’esperienza diretta perché ancora non sono riuscito a recarmi al cinema. Ma grazie a un articolo della redazione Science del New York Times ho riscoperto un articolo del Journal of Vision che affronta il problema in maniera interessante (tra l’altro il Journal of Vision pubblica integralmente gli articoli sul web, quindi potete leggere l’intero articolo originale). la risposta è si, può dare il mal di testa e la ragione sta nel conflitto tra due fattori che gli amici optometristi conoscono bene, la convergenza e l’accomodazione. In pratica quando si osserva un oggetto che si avvicina a noi le pupille che indicano dove fissiamo tendono a convergere spostandosi simmetricamente in direzione del naso (convergenza). Nel frattempo, il cristallino cambia la propria forma per poter mettere a fuoco l’oggetto che si avvicina (accomodazione). Il problema sembra essere che, quando si guarda un film (o tra breve un monitor o un televisore )3D, il meccanismo dell’accomodazione si blocca, perché il cervello “sa” che l’azione si svolge tutta sulla superficie dello schermo. Ma la convergenza resta in azione. Questo provoca un modo di vedere innaturale, che affatica. Il fenomeno sembra dimostrare quello che da tempo si sa: non è facile ricreare una vera percezione 3D, tanto che i grandi pittori alle volte si disinteressavano delle regole corrette della prospettiva per rendere in maniera migliore la percezione della profondità: si veda questo interessante articolo di Gombrich sulla scuola di Atene di Raffaello, su cui forse ritornerò.