Archive for the ‘Recensioni’ Category

Il trasferimento produttivo della conoscenza

Saturday, June 4th, 2011

E’ appena uscito un volume che sembra estremamente interessante, curato da Massimiano Bucchi e Andrea Bonaccorsi: “Trasformare conoscenza, trasferire tecnologia. Dizionario critico delle scienze sociali sulla valorizzazione della conoscenza”. Lo presenta Massimiano Bucchi (che incontrai a un corso del CNR e che mi sembrò preparatissimo e interessantissimo) sul Nova del Sole 24 Ore e sul suo blog. Il tema che tratta mi sembra utile per chi come me lavora in un ente di ricerca: la valorizzazione della conoscenza. Soprattutto mi colpisce l’ultimo paragrafo dell’articolo del blog:

Per giungere alla provocatoria conclusione che l’espressione stessa “trasferimento tecnologico” andrebbe forse abbandonata e sostituita con quella, più ricca e problematica, di “trasformazione produttiva della conoscenza”.

E’ bella questa definizione di trasformazione produttiva della conoscenza, che mi sembra mettere in gioco tutte le parti in causa. Troppo spesso il trasferimento tecnologico diventa banalmente da parte di un’azienda l’acquisto di un “prodotto”. Mentre trasferire conoscenza richiede forse più fatica, ma permette sicuramente una crescita più duratura per tutti, aziende, enti di ricerca e anche la nostra nazione.

[Recensione] Tutti i Colori del Calcio

Wednesday, December 2nd, 2009

751calcio.jpgUna storia e un’analisi dei colori delle maglie delle squadre di calcio. Ecco in estrema sintesi il contenuto di “Tutti i Colori del Calcio” di Sergio Salvi e Alessandro Savorelli (Le Lettere, Firenze, 2008), un volume che da studioso di luce, colore e visione e da appassionato di calcio non potevo non acquistare. E non rimpiango la spesa, dato che il libro è molto ben documentato, ma si lascia anche leggere volentieri grazie agli aneddoti e alle curiosità che presenta. L’idea di base degli autori è che le maglie di calcio siano i diretti successori degli stemmi araldici. Citano a questo proposito Desmond Morris, secondo cui nel calcio “si è formato un codice universale di riconoscimento visivo, che ha restituito al colore la funzione predominante che godeva nell’antica araldica”. L’analisi dell’origine delle maglie fa svanire (giustamente) le strane origini che attribuivano i colori di molte maglie a errati lavaggi e curiose ricombinazioni di colori. Ad esempio le maglie viola della Fiorentina sarebbero nate da un lavaggio estremamente vigoroso delle vecchie divise bianco rosse. Per attenuare l’inverosimiglianza della storia alcuni sostengono che assieme alle maglie fossero mescolati degli indumenti blu di allenamento, e questo abbia condotto al viola. In realtà la ragione principale sta nel desiderio della nostra città di essere come sempre originale e creativa, utilizzando uno dei colori più rari nello sport. Oltre alle maglie gli autori dedicano attenzione anche agli stemmi (ricordando con giusta riprovazione alcuni curiosi marchi degli anni 80, come quello enorme che campeggiava sulle maglie viola quando ci si avvicinò assai allo scudetto) e ai soprannomi delle squadre. Insomma un testo realmente ben fatto e godibile, su un tema che, come avevo già segnalato, è molto sentito.

Pietro_vierchowod.jpg

Recensione: Zio Petros e la Congettura di Goldbach

Wednesday, August 19th, 2009
Copertina di Zio Petros e la Congettura di Goldbach

Copertina di Zio Petros e la Congettura di Goldbach

Zio Petros e la Congettura di Goldbach” di Apoistolos Doxiadis è uno dei romanzi legati alla matematica più interessanti che abbia mai letto e sicuramente appassionerà anche coloro che non sono interessati alla parte “scientifica”. La congettura di Goldbach è uno dei problemi aperti della matematica più semplic da comprendere. Essa infatti afferma che ogni numero pari maggiore di 2 può essere scritto come somma di due numeri primi. Questa affermazione è stata verificata per numeri grandissimi, ma non è ancora stata dimostrata. Il romanzo racconta di un giovane che scopre che lo zio è stato un grande matematico, ma ha abbandonato la carriera deluso dagli sforzi sulla congettura di Goldbach. Il racconto della vita dello zio permette di affrontare grandi temi della matematica (come il teorema di Godel), ma il cuore del romanzo è secondo me in una delle prime pagine (pagina 18, nella mia edizione). Infatti il padre del ragazzo gli sconsiglia di seguire le orme dello zio Petros e di affrontare un problema difficile e affascinante:

“Tu conosci figlio, il grande segreto della vita?” mi domandò con cipiglio.

“No.”

…..”Il grande segreto della vita è di porsi sempre obiettivi raggiungibili. Possono essere facili o difficili, a seconda delle circostanze e del tuo carattere e delle tue capacità, ma devono sempre essere rag-giun-gi-bi-li! Penso che appenderò in camera tua il ritratto di zio Petros con questa didascalia: “ESEMPIO DA EVITARE!”

Tutto il libro a mio parere dimostra la disumanità di tale atteggiamento: porsi solo obiettivi che sono decisi a priori come raggiungibili è il modo migliore per non affrontare davvero le sfide scientifiche, ma anche quelle della vita. E’ normale sentire come più ammirevole il Caligola di Camus

Caligola ……Semplicemente mi sono sentito all’improvviso un bisogno di impossibile. Le cose così come sono non mi sembrano soddisfacenti.

Elicone: È un’opinione abbastanza diffusa.

Caligola: È vero, ma non lo sapevo prima. Adesso lo so. Questo mondo così com’è fatto non è sopportabile. Ho bisogno della luna, o della felicità o dell’immortalità, di qualcosa che sia demente forse, ma che non sia di questo mondo.

“Siate realisti, domandate l’impossibile” sintetizzava questo dialogo uno slogan del ‘68. Ma senza questo desiderio le scoperte scientifiche non ci sarebbero state. Il libro fa venire voglia di affrontare queste sfide

blog_sot back_blog
occhiello_blog