Archive for the ‘ipovisione’ Category

La degenerazione maculare aumenta o diminuisce?

Saturday, February 5th, 2011

La degenerazione maculare legata all’età (AMD) è una delle patologie più diffuse per il nostro sistema visivo. E’ voce comune che questa patologia sia in costante aumento, perché, tra la ricchezza che porta a fare più vacanze sotto al sole e buchi nell’ozono che aumentano l’UV, tutto sembra suggerirne una maggiore diffusione. Ecco che acquista particolare interesse un articolo pubblicato su Archives of Ophthalmology che riporta i risultati relativi alla diffusione della AMD negli Stati Uniti in un periodo compreso tra il 2005 e il 2008, dieci anni dopo un precedente studio. Ebbene la prevalenza della AMD (prevalenza è un termine tecnico della statistica medica che indica la percentuale delle persone affette da una certa patologia) tra le persone di più di 40 anni è del 6.5%. Si tratta di una percentuale altissima, che conferma l’attenzione da dedicare alla patologia, ma che è decisamente più bassa rispetto al valore trovato nello studio fatto tra il 1988 e il 1994 che era di 9.4%! Quali sono le ragioni possono aver portato a una tale riduzione? Secondo lo studio potrebbe essere la riduzione del fumo, una migliore dieta, ma resta il fatto che siamo di fronte a una riduzione ingente, che potrebbe essere dovuta al metodo usato nella ricerca: la statistica medica, anche applicata al nostro sistema visivo, è tema molto complesso…occhio

Un telescopio dentro l’occhio?

Wednesday, July 29th, 2009


Un interessante articolo del New York Times presenta un possibile sviluppo promettente per l’ipovisione. Si tratta di un mini telescopio che viene impiantato all’interno della cornea: è già stato sperimentato su alcuni pazienti e dovrebbe essere approvato a breve dall’FDA. Il mini telescopio dovrebbe essere utile per le persone affette da degenerazione maculare legata all’età, una delle principali cause di ipovisione, poiché crea un’immagine molto più grande, ad esempio di un viso che viene osservato. In questo modo l’immagine del viso viene ad occupare non solo la zona centrale della retina, che è spesso molto danneggiata nei pazienti, ma anche la zona periferica, che è ancora funzionante. Ovviamente l’occhio in cui viene impiantato il sistema ingrandente non può più essere utilizzato per vedere gli oggetti lontani, quindi il paziente deve utilizzare un occhio per le cose lontane e un occhio per le cose vicine: si tratta di una strategia che può richiedere un certo allenamento per funzionare.
L’ottica oftalmica utilizza da molto sistemi ingrandenti simili a piccoli telescopi montati su degli occhiali; la novità in questo caso è impiantare direttamente il telescopio sulla cornea. Questo approccio ha sicuramente qualche vantaggio, ma ha probabilmente anche qualche controindicazione. In primo luogo costringe i pazienti ad utilizzare sempre un solo occhio alla volta, dato che la differenza di ingrandimento tra i due occhi rende il loro utilizzo contemporaneo impossibile. Inoltre si tratta di un’operazione chirurgica, adatta a solo il 20% dei pazienti a causa delle varie conformazioni delle cornee; come tutte le operazioni è un qualcosa di diversamente irreversibile, a differenza di un occhiale con un sistema ingrandente, che può essere facilmente modificato, e può sempre portare a qualche complicazione. Al momento quindi non sembra che tale tecnologia potrà avere lo stesso impatto che le lenti intraoculari hanno avuto sulla cataratta; la carriera dei tradizionali sistemi oftalmici per la correzione dell’ipovisione è ancora molto lunga, ed è consigliabile a tutti gli esperti del settore di dedicarsi ad essi, dato che ci vorrà molto tempo prima che vengano soppiantati.

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