Archive for February, 2010

Vado a parlare a Foggia di Dante e l’ottica

Thursday, February 25th, 2010

Per gli amici che abitano vicino a Foggia e che fossero interessati a sentire quello che ho da dire su Dante e l’ottica, segnalo che, anche grazie agli amici del Centro Culturale Archè, parlerò all’aula magna della Facoltà di Giurisprudenza di Foggia Lunedì 1 marzo alle ore 18. Se venite, fatevi riconoscere che ci salutiamo di persona.segnalibro rosso ODI et AMO

Una nuova versione dell’articolo su Avatar

Friday, February 19th, 2010

Agli amici del Sussidiario è piaciuto l’articolo su Avatar che avevo scritto sul blog e me ne hanno chiesta una versione un po’ più lunga e didattica. Mi soddisfa anche di più della mia prima versione e la trovate sul sito de ilsussidiario.net.

Una fotografa che vede (letteralmente) la matematica nel mondo reale

Tuesday, February 16th, 2010

Sulla versione web della rivista wired ho trovato molto affascinanti le foto di una fotografa americana che, studiando sia fotografia che matematica, unisce nelle sue foto queste due passioni. E presenta così immagini con sovrapposte funzioni matematiche accuratamente scelte, che riproducono la realtà intorno a noi. Ci si rende così conto che la matematica è sempre accanto a noi, e che forse Galielo aveva proprio ragione quando sosteneva che il libro della natura è scritto in numeri. Il servizio fotografico lo trovate qui.pl_arts_found1_f

Guardare AVATAR può dare il mal di testa

Saturday, February 13th, 2010

Avatar_Sigourney WeaverGuardare un film in 3D come Avatar può provocare il mal di testa? Non posso dare una risposta basata sull’esperienza diretta perché ancora non sono riuscito a recarmi al cinema. Ma grazie a un articolo della redazione Science del New York Times ho riscoperto un articolo del Journal of Vision che affronta il problema in maniera interessante (tra l’altro il Journal of Vision pubblica integralmente gli articoli sul web, quindi potete leggere l’intero articolo originale). la risposta è si, può dare il mal di testa e la ragione sta nel conflitto tra due fattori che gli amici optometristi conoscono bene, la convergenza e l’accomodazione. In pratica quando si osserva un oggetto che si avvicina a noi le pupille che indicano dove fissiamo tendono a convergere spostandosi simmetricamente in direzione del naso (convergenza). Nel frattempo, il cristallino cambia la propria forma per poter mettere a fuoco l’oggetto che si avvicina (accomodazione). Il problema sembra essere che, quando si guarda un film (o tra breve un monitor o un televisore )3D, il meccanismo dell’accomodazione si blocca, perché il cervello “sa” che l’azione si svolge tutta sulla superficie dello schermo. Ma la convergenza resta in azione. Questo provoca un modo di vedere innaturale, che affatica. Il fenomeno sembra dimostrare quello che da tempo si sa: non è facile ricreare una vera percezione 3D, tanto che i grandi pittori alle volte si disinteressavano delle regole corrette della prospettiva per rendere in maniera migliore la percezione della profondità: si veda questo interessante articolo di Gombrich sulla scuola di Atene di Raffaello, su cui forse ritornerò.

Due interessanti articoli dal ilsussidiario.net

Tuesday, February 9th, 2010

Vi segnalo due interessanti articoli da ilsussidiario.net. Si tratta di un’idea che potrebbe rivelarsi molto utile anche per gli ipovedenti, e la trovate qui e di un articolo di Marco Bersanelli rispetto alle dichiarazioni di Veronesi sul rapporto che c’è tra scienza e religione, e lo trovate qui.

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