Monday, July 27th, 2009 at 5:12 am

Recensione: il Matematico e il Detective


Ho affrontato “Il Matematico e il Detective” di K.Devlin e G.Lorden (Longanesi, 2008) spinto dal fatto che il secondo autore sia un consulente matematico della serie televisiva “Numbers”, che seguo con passione. Mi incuriosiva vedere come la matematica venga applicata allo studio di vari casi criminali. Non sorprendetemente, data l’estrazione degli autori, molti capitoli sono dedicati a problemi di tipo statistico. Ad esempio il secondo capitolo mostra l’utilizzo del valore p (che spiego al corso di Optometria, qui si trova la dispensa) per capire che un’infermiera si era resa colpevole di una serie di omicidi durante il suo turno: la statistica mostrava che mentre lei era in servizio morivano molte più persone. Ma un aspetto interessante del volume è il rapporto tra statistica e giurisprudenza. Mentre la statistica può dirsi contenta di aver trovato una corrispondenza che ha solo una probabilità su un milione di essere casuale, la legge, che vuole certezza “sopra ogni ragionevole dubbio”, può accontentarsi? Si scopre così che alcune prove (come le impronte digitali o il DNA) protagoniste di molti telefilm non sono poi così certe, e devono sempre essere accompagnate dagli tradizionali strumenti di indagine. Le sole macchine, insomma, non arrestano nessuno. Alcune parti non sono chiarissime, ma il volume è nel complesso interessante 7/10.

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